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Patente A « Indietro

Via libera dal Governo all'aumento dell'età per guidare le moto più potenti. Ma, allineandoci alla normativa europea, dal 19 gennaio i nostri 14enni potranno dare l'addio al 'patentino' dei ciclomotori (Cig) a favore della patente AM. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato in via definitiva un decreto che, nel cambiare il dl 59/2011, va ad uniformare la normativa italiana a quella europea. Il dl 59, infatti, aveva recepito alcune direttive europee, ovvero la 2006/ 126 e la 2009/113 poi ragguardate nella 2011/94. Le nuove norme, che troveranno applicazione dal 19 gennaio, hanno l'obiettivo di migliorare il livello di sicurezza stradale e la formazione dei conducenti, oltre ad armonizzare e facilitare la libera circolazione di merci e persone in Europa.
Tra le novità l'addio al patentino (Cig) ed alla possibilità di conseguire la licenza con i corsi a scuola: il documento sarà sostituito dalla nuova patente AM che manterrà però gli stessi limiti.
In sostanza la patente AM si consegue dai 14 anni (in alcuni Stati dell'UE a 16 anni, quindi si deve prestare attenzione se ci si reca all'estero con la patente AM conseguita in Italia e si hanno meno di 16 anni); permette di guidare ciclomotori e microcar (con velocità massima di 45 km/h).

Il documento ora riporta la foto del titolare e varrà anche come documento di riconoscimento. Chi ha più di 18 anni (già compiuti alla data del 30 settembre 2005) e non ha conseguito nessuna patente, dovrà sostenere l'esame completo (ovvero la prova teorica più quella pratica) per ottenere la patente AM per i ciclomotori. Non sarà più sufficiente infatti seguire i corsi teorici in un'autoscuola, come si fa adesso, ma servirà anche la prova di guida. Chi invece ha già il patentino, al momento del rinnovo (o in caso di duplicato per smarrimento, deterioramento, ecc.) se lo vedrà automaticamente sostituito. Per la patente A1 non cambia nulla, ecco invece come cambiano le altre licenze di condurre un veicolo.
La patente A2 si potrà sempre conseguire dopo aver compiuto 18 anni, e permetterà di guidare moto con al massimo 47 CV/35 kW (finora 34/25 kW) e con un rapporto potenza/peso di 0,2 kW/kg (prima era di 0,16 kW/kg).

La patente A3 è invece quella che permette di guidare qualsiasi tipo di moto, senza limiti di potenza.
Finora si poteva conseguire direttamente a partire dai 21 anni, ma il nuovo regime eleva l'età. In sostanza la A3 si potrà conseguire direttamente (cioè se non si ha alcuna patente moto, oppure solo una A1) a partire dai 24 anni. Unica alternativa quindi per chi a tutti i costi vuole la patente A3 è di conseguire la A2 (da 18 anni) e dopo due anni (quindi a 20 anni) sostenere l'esame.

La patente A si suddivide in: A1, A2 (=A limitata) e A3 (=A senza limiti).

Per chi ha conseguito la patente B prima del 1986, resta la possibilità di guidare qualsiasi tipo di motociclo.Ecco uno specchietto riassuntivo che può chiarire ulteriormente la questione:

ATTENZIONE: la patente A, con esame sostenuto su moto a marce automatiche, sarà valida solo per la guida di moto con marce automatiche. 
16 anni A1 limitata a motocicli di max 125 cc e 11kw
L'esame pratico va sostenuto con un motociclo avente cilindrata di almeno 75 cc, con potenza non superiore a 11 kw.
N.B. per patenti rilasciate dopo il 30 settembre 1999 il passaggio dalla sottocategoria A1 alla categoria A non è automatico; il titolare di patente A1 per possedere la A deve sostenere l'esame pratico su veicolo adeguato.

Le patenti della sottocategoria A1 rilasciate fino al 30 settembre 1999, si trasformano nella categoria A limitata al compimento dei 18 anni e nella categoria A senza limiti quando i titolari compiono 20 anni.
 
18 anni A2 (limitata) si possono guidare motocicli di max 35 kw
Dopo 2 anni dal conseguimento, tale patente consente di poter sostenere un nuovo esame per il conseguimento della patente A3 (senza limiti) nonostante non si siano ancora compiuti i previsti 24 anni.
L'esame pratico va sostenuto con un motociclo senza sidecar di cilindrata superiore a 400cc ed una potenza max 35 kw.
24 anni A3 (senza limiti) Con esame sostenuto su motociclo di almeno 50 kw, dà la possibilità di guidare qualsiasi motociclo.
L'esame pratico va sostenuto con un motociclo senza sidecar di minimo 600 cc ed una potenza di almeno 50 kw.

Tabella validità
della patente A e B per la guida dei motocicli in base alla data di conseguimento 
Chi ha conseguito la patente A o la B prima dell'1 gennaio del 1986 può guidare qualsiasi motociclo.
 
Chi ha conseguito la patente A o la B tra l'1/1/1986 e il 25/4/1988 può guidare qualsiasi motociclo ma solo in Italia, per la guida all'estero occorre un esame pratico alla Motorizzazione.
 
Chi ha conseguito la patente B dopo il 25/4/1988 può guidare motocicli fino a 125 cm3 e di potenza fino a 11 kw ma solo in Italia.
Chi ha conseguito la patente A tra il 26/4/1988 e il 30/9/1993 può guidare qualsiasi motociclo anche all'estero. 
Chi ha conseguito la patente A o A1 dopo il 30/9/1993 può guidare qualsiasi motociclo anche all'estero ma l'accesso alle diverse categorie avviene in base ai limiti indicati dalle tabelle sopra.

L'ESAME DI PRATICA

L'esame pratico per conseguire la patente A è strutturato in due prove: una su circuito e una su strada.

La prova su strada e' abbastanza semplice e basta rispettare la distanza di sicurezza, usare indicatori di direzione e gli specchietti retrovisori, non sorpassare la colonna al semaforo, rispettare i limiti di velocità (fare bene attenzione agli errori!), rispettare le precedenze e fermarsi poggiando il piede a terra quando si arriva ad uno stop. L'esaminatore si trova su un'auto che vi puo' precedere o seguire.

La prova su circuito puo' essere problematica per chi deve effettuarla su una moto abbastanza potente perché il circuito e' stato studiato quando l'esame era effettuato praticamente solo coi 125. L'accesso diretto a 24 anni (patente A completa) va effettuato con un motociclo di almeno 50 kw di potenza e certamente la prova risulterà abbastanza ardua se effettuata con moto poco maneggevoli. Gli enduro monocilindrici di ultima generazione sono abbastanza indicati sia perché hanno abbassato l'altezza da terra della sella e quindi facilitano chi non ha una statura elevata, sia perché non danno strappi a bassi regimi.

L'esame di pratica: la prova su circuito

Il circuito e' strutturato su quattro prove: Slalom, Otto, Passaggio stretto, Prova di frenata.

Lo slalom non presenta difficolta' particolari; l'Otto è, invece, la prova più complessa e la traiettoria ottimale è quella che porta a passare molto vicini ai 3 primi birilli che si incontrano nella curva, evitando di passare vicino al centro, altrimenti in uscita dalla curva si deve allargare troppo e si rischia di uscire dall'area o di poggiare i piedi a terra; il passaggio stretto e' facile se si prende la curva per entrarci abbastanza larga, in modo da essere perfettamente dritti quando si entra tra i birilli; alla fine della prova di frenata si deve appoggiare almeno un piede.
In tutte le prove le penalita' sono le seguenti:
° Sbagliare il percorso;
° Dimostrare una scarsa padronanza del mezzo;
° Mettere un piede a terra (ma la prova su moto di 35 Kw per l'accesso diretto alla patente A permette di poter poggiare a terra il piede due volte in base alla circolare M.C.T.C. n. 72/95 del 2 maggio 1995);
° Abbattere uno o piu' birilli.
 

ESERCITAZIONI

Le esercitazioni con veicoli di categoria A o A1 si possono svolgere con il solo conducente (non ci deve essere l'istruttore) purché ci si trovi in luoghi poco frequentati.